Dal 14 gennaio al 18 febbraio 2017 - Lisa Perini “Natura grembo materno”

LISA PERINI, NATURA GREMBO MATERNO

La performance alla Galleria l’Elefante di Treviso

Nei dipinti di Lisa Perini (Treviso, 1973) le figure di ascendenza neo-espressionista sembrano avere una posizione preminente rispetto al paesaggio; eppure la rappresentazione, nel suo complesso, possiede uno spirito arcadico fondato sull’armonia tra uomo e natura, che dà vita ad alcune possibili declinazioni contemporanee dell’Eden. La maternità è il tema principale delle tele che sono popolate da genitrici e infanti amici dell’autrice, che – senza perseguire una ritrattistica puntuale – li assume a pretesto per comporre una scena archetipica della vita, sprigionata tanto del grembo materno, quanto dalle varie espressioni del mondo naturale. In questo senso le donne della Perini sembrano possedere le virtù della divinità primordiale, la Grande Madre, una venere steatopiga capace di incarnare sia la facoltà femminile di generare la vita, che le qualità della natura come donatrice del nutrimento per gli uomini.

Nelle opere degli ultimi anni compare spesso la figura della Madonna, novellando i modelli iconografici della tradizione occidentale, che sono però riletti attraverso un rapporto con il creato lontano dagli eccessi del pensiero antropocentrico e dai dogmi. Non appare casuale dunque che la Madonna dei melograni (2014) di Lisa Perini richiami un prototipo (celebre nella versione di Sandro Botticelli conservata agli Uffizi, 1487), dove è centrale il frutto-simbolo dell’abbondanza e della fecondità, i cui grani possiedono il medesimo colore rosso – emblema della vita e delle sue pulsioni – che domina le tele dell’autrice. Inoltre, nella superficie pittorica dei dipinti “galleggiano” degli oggetti tratti dal reale (carte di caramelle, oggetti catarifrangenti) che compongono un collage capace di riconnettere la dimensione sospesa del dipinto a quella quotidiana dell’artista. La materia cromatica è inoltre “vivificata” da elementi organici come il tuorlo e l’albume dell’uovo (che imprimono idealmente all’opera una natura fragile e corruttibile); o da semi vegetali che rimandano alla ciclicità delle stagioni e alla caducità dell’esistenza. La performance Natura grembo materno (2016) che Lisa Perini realizzerà alla Galleria L’Elefante di Treviso è la cristallizzazione di tutto quest’universo visivo. Di qui la messa in scena di una serie di azioni minimali, fatte con oggetti domestici capaci di assumere un carattere allegorico: uno strumento tibetano per rappresentare – come scrive l’artista –«il canto della Via Lattea come grembo materno»; una sciarpa viola e una collana bianca, che, nel loro movimento, rimandano alle stelle danzanti del cosmo; una sciarpa azzurra, che evoca il soffio del vento e il moto degli oceani; le rose bianche che richiamano direttamente la neve; un gioco per bambini che teatralizza il rapporto genitoriale nei suoi aspetti più lieti; il rumore prodotto da una scatola di cioccolatini che ricorda un battito cardiaco. Lo svolgimento dell’azione vuole allestire una corrispondenza tra la figura femminile, generatrice della vita, e gli elementi della natura e del cosmo per rendere i fruitori partecipi del sentimento di armonia inseguito dell’artista.

Carlo Sala

“Veronica, Diego, Enea”, olio su tela, cm. 100 x 120, 2016.