James Lee Byars

 
Carta velina rossa con scritte in oro e brillantini, 1987, cm. 27 x 19.5

Nato a Detroit nel 1932 James Lee Byars è una figura insolita nel panorama artistico internazionale.
Studiò arte e filosofia e nel 1958 si è trasferì a Kyoto per un decennio. Profonda l’influenza che ebbero nella sua opera l’osservazione dei rituali shintoisti e le rappresentazioni del Teatro del . Utilizzando vari media, la scultura, l’installazione e la performance ha cercato la libera espressione di quel principio che coglie l’essenza della realtà e la pensa, la reinterpreta non in termini di rappresentazione, ma di energia vitale.
Visse e lavorò in molti luoghi, New York, Venezia, San Francisco, Los Angeles, Svizzera. Morì al Cairo nel 1997.
La mostra presenta una serie di opere di varie dimensioni, lettere che l’artista scriveva a un’amica. Sono fogli di carta velina, con i suoi colori, il rosso, il bianco, l’oro soprattutto, bellissimi ed effimeri come lo è la carta, poiché:

“Il rigido e l’inflessibile sono amici della morte.
Il tenero ed il flessibile sono amici della vita”
Lao Tzu, Tao Te Ching.

Ringraziamo Cristina Spolaor per la cortese collaborazione nella realizzazione di questa mostra.

Di seguito, un suo ricordo.

“Pioveva quel giorno di tarda primavera mentre aspettavo James Lee seduta in macchina a Piazzale Roma. Arrivò puntuale, come al solito, ma era bagnato fradicio e salendo in macchina disse: ’scusami se sono bagnato, ma nessun negozio aveva un ombrello rosso!’
Per James Lee era inconcepibile usare un ombrello a quadri o a righe o di un colore qualsiasi. Era sempre molto fedele ai suoi colori: il rosso, il nero, il bianco, l’oro e ogni tanto qualcosa di fuxia, non gli ho mai visto indossare altro.

L’opera più importante di James Lee Byars è stata la sua vita; in ogni sfumatura del vivere non smetteva mai, neanche nei momenti più intimi, di essere l’opera di se stesso.

Di una mostra l’invito e il catalogo non erano meno importanti dell’opera stessa,
e il suo essere lì in un certo modo faceva tutto parte di quell’opera.

Ho partecipato a delle piccole performance che faceva, con pochi amici, nella piccola stanzetta della pensione nella quale viveva, quando era a Venezia. Non erano eventi pubblicizzati o di immagine, era semplicemente condividere il suo modo unico di essere
e di sentire la vita.
E così per le lettere con le quali restava in contatto con i semplici amici, come me, con i direttori di musei, galleristi e collezionisti illustri.

Lettere delle quali non era facile capirne il contenuto così ben nascosto tra le ‘stelle’……..qualcuno ha detto che James Lee è ‘un artista sconosciuto perchè è inconoscibile’ ma io non credo sia così importante capire il contenuto delle sue lettere.
Aprirle e vivere l’emozione del colore della carta, sempre preziosa, piegata in un certo modo e poi scoprire le scritte il più delle volte in oro mi ha sempre dato una grande emozione e un senso di gratitudine verso un uomo che nella ricerca della bellezza e della perfezione ha vestito e investito la sua vita.
Grazie James Lee”.

Cristina

Collage di foglie su carta velina nera con scritte in oro, cm. 44.5 x 61

Collage di foglie su carta velina nera con scritte in oro, cm. 44.5 x 61

 

Carta velina rosa con scritte in inchiostro nero, cm. 8 x 170, part.

Carta velina rosa con scritte in inchiostro nero, cm. 8 x 170, part.

 

5 riquadri in argento meccato su velina, cm. 19.5 x 16 cad.

5 riquadri in argento meccato su velina, cm. 19.5 x 16 cad.