“feminae” – Dal 28 aprile al 19 maggio 2018

 feminae
Foto: A. Messager, “La Fleur au Fusil”, tessuto e rosa artificiale, cm. 135 x 40 x 25.
 

La galleria l’Elefante di Treviso inaugura sabato 28 aprile una mostra dedicata a sedici artiste, molte delle quali hanno contribuito a rinnovare in maniera decisiva il linguaggio artistico del dopoguerra.
Il titolo “Feminae” evoca l’archetipo attraverso il quale l’universo femminile declina la propria forza generatrice; la formulazione in termini creativi delle strategie per attuarla è il tema che questa mostra vuole evidenziare.
Avendo come donna grande familiarità con la manipolazione del proprio e dell’altrui corpo – l’affezione madre/figlio – ed avendo confidenza con l’uso degli oggetti di uso quotidiano, la donna/artista esplora una moltitudine di materiali e pone talvolta anche il proprio corpo come strumento di comunicazione.
“In tutte le mie opere ho sempre cercato di mettere insieme materiali diversi tra di loro. Non si tratta tanto di una strategia, ogni opera veniva giudicata in termini di forza, di potere, in definitiva, di virilità. Quindi ho cercato di assumere una mentalità più aperta verso i materiali, che mi hanno permesso di non considerarli rigidamente e di far partecipare alla mia opera attività tipicamente femminili”. (Annette Messager).
Attività femminili alle quali Maria Lai si è dedicata fin dagli inizi intravedendo nei lavori con i fili la dimensione antropologica del femminile costantemente connessa alla grandezza dell’universo.
Universo popolato di lupi, agnelli, fanciulle, pesci, uccelli e personaggi fiabeschi quello di Kiki Smith che, attingendo al mito ed esplorando il lato selvaggio della natura umana, si pone sulle tracce di un pensiero che si potrebbe definire magico.
Molto spesso il campo d’azione privilegiato è il corpo. Esso è il luogo delle emozioni più immediate che accompagnano il nostro ingresso nel mondo, il nostro rapporto con gli altri. Gina Pane si fa interprete di una comunicazione pre-culturale che oltrepassa l’atto artistico e dà luce alla coscienza dell’uomo e alla sua affermazione.

GINA PANE

“GINA PANE – “Il grande mantello di S.C. per povero e ricco”, 1986 – ’88, feltro incollato su legno, vetro, cm 160 x 120″

 

Kiki Smith

“Kiki Smith “Dead Crow”, 1995, inchiostro e collage su carta giappone , cm 57,5 x 61,6″

 

CLAUDIA PETRAROLI - “Verona 1986”, 2015, Stampa fine art su carta barita, 60 cm x 50 cm

“CLAUDIA PETRAROLI – “Verona 1986”, 2015, Stampa fine art su carta barita, 60 cm x 50 cm”