7 NOVEMBRE - 3 DICEMBRE MIRELLA BENTIVOGLIO

 bentivoglio
Dopo la mostra “Pages – Selected Works 1966-2012” a lei dedicata nel 2015 dal Pomona Museum of Art di Claremont (USA) la galleria l’Elefante dedica una personale ad un’artista icona della seconda metà del Novecento e pioniera dell’arte al femminile.
Nella sua pluridecennale attività di poetessa visiva e concreta, di critica e di curatrice, Mirella Bentivoglio scandaglia il rapporto tra la parola e la forma, facendone scaturire immagini e suggestioni simboliche sempre imprevedibili.Questa mostra presenta una scelta di opere su carta, “collage”, libri-oggetto, libri di pietra, foto di interventi in spazi pubblici e “performance”.
L’esplorazione tra il potere della parola e l’immagine s’innesta sempre nel suo lavoro alla consapevolezza della connessione continua e ineliminabile tra natura e cultura.
Uno degli esempi più significativi in tal senso è l’albero presentato in questa occasione.
Si tratta di un “oppiello”, pianta umbra la cui conformazione è frutto di un lungo e sapiente lavoro contadino: su di esso si faceva infatti crescere la vite, che sale accostata al tronco e ne abbraccia i rami a ghirlanda, trasformando il sostegno vegetale in un cesto, simbolo di una perfetta ed equilibrata sinergia tra uomo e ambiente. Esso non si trova più posto nella campagna umbra, sradicato massicciamente dalle ruspe per far posto a palificazioni di cemento. Prelevato dalla desolazione della sua definitiva alienazione, sancita dalla violenza stolida del “progresso”, l’oppiello viene allora collocato dall’artista in Piazza della Signoria (Gubbio, 1976) e ai suoi rami vengono appesi dai contadini dei fogli ripiegati che, come nervature delle foglie, tracciano le loro emozioni di fronte all’albero e al suo destino. Un fruscio di fogli appesi come simbolo delle fronde perdute, lapidi di carta ad una armonia dimenticata, ritorno alla vita grazie alla partecipazione collettiva di un’intera città che pur non ha saputo, a tempo debito, difenderla. Tagliato e rovesciato esso perde poi la sua forma concava, che lo fa assomigliare ad un calice e diviene capanna, archetipo atavico dell’intimità di una casa, di un grembo materno.In galleria sarà presentato nella versione di “Simbolo Totale” (1984) con l’aggiunta al centro di un uovo appeso ad un filo.L’uovo è uno dei motivi ricorrenti nell’opera dell’artista, elemento allo stesso tempo fragile e generatore di vita che rimanda all’essenza della femminilità.Un altro filone di ricerca presente in mostra sono i libri d’artista, in particolare quelli realizzati in marmo e pietra, materiali che si lasciano leggere in un “silenziario” che è polo opposto e al contempo complementare al verboso vocabolario umano. E’ una parola altra, ritrovata, che dobbiamo tornare ad ascolare, che scorre nelle viscere della natura, attraversa i secoli come le venature del marmo, come il solco dell’onda.
E’ la storia che si racconta, con il semplice ausilio di un’artista, Mirella Bentivoglio, che ancora una volta ci fa partecipi del suo mondo poetico.
La firma”, 1976, collage su cartoncino, cm. 50 x 70

“La firma”, 1976, collage su cartoncino, cm. 50 x 70

 

Quasi libro – poesia, esplorazione del profondo,”, 1982, travertino, cm. 17 x 34 x 5;

“Quasi libro – poesia, esplorazione del profondo,”, 1982, travertino, cm. 17 x 34 x 5;