5 DICEMBRE 2015 – 16 GENNAIO 2016 | HENRI CHOPIN

 henry chopin
Parigi, 1922- Norfolk, 2008.

Performer, poeta, regista, musicista, Henri Chopin è una figura chiave nell’ambito della poesia sonora e della poesia d’avanguardia.

L’incontro con Isidore Isou, negli anni Cinquanta a Parigi e con François Dufrène, l’amicizia con i lettristi e con gli ultralettristi, lo aiutano a superare le tragiche esperienze personali vissute durante la guerra e lo spingono verso una ricerca sul suono di tipo profondamente sperimentale, condotta utilizzando un microfono e un registratore portatile.

Partendo “dall’immensa e complessa fabbrica che è il corpo” Chopin effettua delle Performance in cui emette dei suoni vocali che traducono in termini radicalmente nuovi le espressioni linguistiche tradizionali; egli intende superare le barriere del linguaggio codificato alla ricerca di una nuova forma di comunicazione che attinga ad un alfabeto prelinguistico, universale, ancestrale e dunque più vicino alla vera natura dell’uomo.

Negli anni Sessanta queste sonorità trovano una definizione più concreta nei dattilopoemi e nei manoscritti ai quali l’artista lavora incessantemente fino alla morte.

I dattilopoemi, trascrizioni del suono sulla carta per mezzo della macchina da scrivere, sono un’ulteriore passo verso quella insubordinazione del linguaggio che dà alla parola, alla lettera, la possibilità di affrancarsi dal ruolo di mera comparsa nel meccanismo della comunicazione a cui il pensiero occidentale l’ha destinata.

 

“La porte des temples”, dattilopoema, 1992, cm. 31.5 x 23.5

“La porte des temples”, dattilopoema, 1992, cm. 31.5 x 23.5

 

“Trash”, scultura di materiali vari, s.d., cm. 120 x 35 x 25

“Trash”, scultura di materiali vari, s.d., cm. 120 x 35 x 25